L'unica squadra italiana ad aver vinto nell'andata degli ottavi di Champions League è stata l'Inter di Mourinho contro gli inglesi del Chelsea.
Parte subito forte l'Inter che al 3' minuto passa in vantaggio, l'azione parte da Thiago Motta che appoggia per Eto'o il quale fa l'assist decisivo a Milito che di destro inganna Cech sul primo palo.
La risposta dei blues è immediata, dopo meno di un quarto d'ora Drogba colpisce la traversa su punizione con Julio Cesar ormai superato.
A una dozzina di minuti dalla fine del primo tempo i neroazzurri sprecano una grandissima occasione, su cross di Snejider, Eto'o si trova a pochissimi passi da Cech e col sinistro liscia il pallone.
La ripresa inizia bene per la squadra di Ancelotti, che dopo sei minuti trova il pareggio con un gran tiro di Kalou respinto male da Julio Cesar.
La situazione di parità dura solo quattro minuti, quando arriva il tap-in decisivo di Cambiasso.
Mourinho inserisce Balotelli e Pandev per Eto'o e Thiago Motta, invece, Ancelotti è costretto a schierare in porta Hilario per l'infortunio di Cech.
Nel finale da segnalare due belle parate di Julio Cesar sui tiri di Lampard e Ballack e le grandi giocate di Balotelli.
I migliori in campo sono stati sicuramente Lucio per l'Inter e Kalou nel Chelsea.
Sottotono le prestazioni di Eto'o, Thiago Motta, Ballack e Anelka.
Danlo Tedeschi
giovedì 25 febbraio 2010
lunedì 15 febbraio 2010
Lutto Georgia, muore Kumaritashvili
Sono iniziate nel peggiore dei modi le Olimpiadi invernali di Vancouver 2010.
Durante le prove per la gara di slittino, che si sarebbe dovuta giocare tre giorni dopo, è morto un atleta della nazionale della Georgia, Nodar Kumaritashvili.
Il ragazzo non stava neanche andando alla massima velocità (80 km/h contro i 100 km/h che si toccano nelle gare ufficiali), ma, è saltato fuori dalla pista con il suo slittino e ha preso in pieno un palo situato a pochi centimentri dalla pista.
I soccorsi non sono arrivati in tempo, l'appena ventunenne è morto sul colpo per la violenta botta subita al cranio.
Durante la cerimonia d'apertura, avvenuta qualche ora dopo, la Georgia ha sfilato con la fascia nera in segno di lutto e, al momento dell'entrata in scena della squadra, tutto il pubblico si è alzato in piedi per commemorare il ragazzo deceduto.
Gli organizzatori hanno liquidato l'incidente facendolo passare per un errore umano dell'atleta, ma, nonostante questo, i bordi della curva incriminata sono stati alzati per evitare altri imprevisti.
La sicurezza nello sport non è un problema solo nello slittino, ma in molti sport, infatti, sono tanti gli atleti che muoiono in gara.
Le discipline considerate più pericolose sono l'automobilismo e il motociclismo, ma anche, lo sci, in cui gli atleti vanno velocissimi e senza protezioni, e tutti gli sport legati alla velocità.
Danilo Tedeschi
Durante le prove per la gara di slittino, che si sarebbe dovuta giocare tre giorni dopo, è morto un atleta della nazionale della Georgia, Nodar Kumaritashvili.
Il ragazzo non stava neanche andando alla massima velocità (80 km/h contro i 100 km/h che si toccano nelle gare ufficiali), ma, è saltato fuori dalla pista con il suo slittino e ha preso in pieno un palo situato a pochi centimentri dalla pista.
I soccorsi non sono arrivati in tempo, l'appena ventunenne è morto sul colpo per la violenta botta subita al cranio.
Durante la cerimonia d'apertura, avvenuta qualche ora dopo, la Georgia ha sfilato con la fascia nera in segno di lutto e, al momento dell'entrata in scena della squadra, tutto il pubblico si è alzato in piedi per commemorare il ragazzo deceduto.
Gli organizzatori hanno liquidato l'incidente facendolo passare per un errore umano dell'atleta, ma, nonostante questo, i bordi della curva incriminata sono stati alzati per evitare altri imprevisti.
La sicurezza nello sport non è un problema solo nello slittino, ma in molti sport, infatti, sono tanti gli atleti che muoiono in gara.
Le discipline considerate più pericolose sono l'automobilismo e il motociclismo, ma anche, lo sci, in cui gli atleti vanno velocissimi e senza protezioni, e tutti gli sport legati alla velocità.
Danilo Tedeschi
lunedì 8 febbraio 2010
Le due facce di Roma
Nella stagione 2009/2010 le due squadre di Roma sono opposte per risultati e rapporti tra giocatori, allenatore e società.
La Roma, galvanizzata dal nuovo allenatore Claudio Ranieri, continua a guadagnare punti senza mai fermarsi e ha raggiunto la seconda posizione in classifica davanti al Milan.
I giallorossi, nonostante la pesante assenza di Toni e le condizioni fisiche non al 100% di Totti, vincono tutti i match trascinati dal capitano Daniele De Rossi e dai gol del montenegrino Mirko Vucinic.
Proprio quest'ultimo è stato decisivo domenica con un gol all'83' minuto contro la Fiorentina.
Completamente diversa la situazione della Lazio, i biancocelesti sono in piena zona retrocessione davanti soltanto ad Atalanta e Siena.
I rapporti tra il presidente Lotito ed alcuni giocatori sono pessimi, essi sono De Silvestri, Pandev e Ledesma.
I primi due sono già stati venduti, rispettivamente a Fiorentina e Inter, invece, Ledesma è destinato a partire a giugno.
L'ultima sconfitta subita dalla Lazio contro il Catania è pesantissima, i grandi campioni della squadra (Zarate, Rocchi, Floccari, Kolarov) non riescono a sfondare e le uscite dal campo senza punti sono ormai all'ordine del giorno.
L'allenatore Ballardini è in bilico, il principale possibile sostituto è Eddy Reja, pronto a svincolarsi dalla squadra croata in cui milita.
Danilo Tedeschi
La Roma, galvanizzata dal nuovo allenatore Claudio Ranieri, continua a guadagnare punti senza mai fermarsi e ha raggiunto la seconda posizione in classifica davanti al Milan.
I giallorossi, nonostante la pesante assenza di Toni e le condizioni fisiche non al 100% di Totti, vincono tutti i match trascinati dal capitano Daniele De Rossi e dai gol del montenegrino Mirko Vucinic.
Proprio quest'ultimo è stato decisivo domenica con un gol all'83' minuto contro la Fiorentina.
Completamente diversa la situazione della Lazio, i biancocelesti sono in piena zona retrocessione davanti soltanto ad Atalanta e Siena.
I rapporti tra il presidente Lotito ed alcuni giocatori sono pessimi, essi sono De Silvestri, Pandev e Ledesma.
I primi due sono già stati venduti, rispettivamente a Fiorentina e Inter, invece, Ledesma è destinato a partire a giugno.
L'ultima sconfitta subita dalla Lazio contro il Catania è pesantissima, i grandi campioni della squadra (Zarate, Rocchi, Floccari, Kolarov) non riescono a sfondare e le uscite dal campo senza punti sono ormai all'ordine del giorno.
L'allenatore Ballardini è in bilico, il principale possibile sostituto è Eddy Reja, pronto a svincolarsi dalla squadra croata in cui milita.
Danilo Tedeschi
mercoledì 3 febbraio 2010
Incidente o sabotaggio? Giallo in Zambia
Il 28 aprile del 1993 l'aereo che stava portando la nazionale dei "Chipolopolo", soprannome dato dai tifosi ai giocatori zambiani, precipitò nei pressi delle coste del Gabon.
La meta della squadra era Dakar, per disputare la partita contro il Senegal decisiva per la qualificazione ai mondiali di calcio degli Stati Uniti, che si sarebbero giocati l'estate dell'anno successivo.
I morti furono trenta, diciotto giocatori, sette funzionari della "Football association of Zambia", la federazione del paese, e cinque membri dello staff.
Solo tre giocatori si salvarono perchè giocando in quadre europee avrebbero dovuto prendere un altro volo, i "fortunati" furono Charles Musonda, Johnson Bwalya e Kalusha Bwalya, proprio quest'ultimo è ricordato dagli italiani del tempo quando alle olimpiadi del 1988 mise a segno una tripletta alla nostra nazionale (il risultato finale fu Italia-Zambia 0-4).
Durante questa odissea uno dei due motori dell'aereo si spense e l'aereo esplose in volo e cadde in mare.
Secondo le dichiarazioni di uno dei tre sopravvissuti, Johnson Bwalia, si tratterebbe di un sabotaggio, anche perchè l'ingegnere che il 27 aprile aveva revisionato l'aereo, fu assassinato il giorno prima di essere interrogato dalle autorità.
Dopo la tragedia tutte le nazionali si impegnarono ad aiutare lo Zambia, in particolare l'Olanda che ha stanziato 140 milioni di lire.
Tra i deceduti ci fu il centrocampista Eston Mulenga, il cui figlio Jacob Mulenga è uno dei migliori giocatori dell'attuale Zambia dopo i fratelli Chris e Felix Katongo.
Danilo Tedeschi
La meta della squadra era Dakar, per disputare la partita contro il Senegal decisiva per la qualificazione ai mondiali di calcio degli Stati Uniti, che si sarebbero giocati l'estate dell'anno successivo.
I morti furono trenta, diciotto giocatori, sette funzionari della "Football association of Zambia", la federazione del paese, e cinque membri dello staff.
Solo tre giocatori si salvarono perchè giocando in quadre europee avrebbero dovuto prendere un altro volo, i "fortunati" furono Charles Musonda, Johnson Bwalya e Kalusha Bwalya, proprio quest'ultimo è ricordato dagli italiani del tempo quando alle olimpiadi del 1988 mise a segno una tripletta alla nostra nazionale (il risultato finale fu Italia-Zambia 0-4).
Durante questa odissea uno dei due motori dell'aereo si spense e l'aereo esplose in volo e cadde in mare.
Secondo le dichiarazioni di uno dei tre sopravvissuti, Johnson Bwalia, si tratterebbe di un sabotaggio, anche perchè l'ingegnere che il 27 aprile aveva revisionato l'aereo, fu assassinato il giorno prima di essere interrogato dalle autorità.
Dopo la tragedia tutte le nazionali si impegnarono ad aiutare lo Zambia, in particolare l'Olanda che ha stanziato 140 milioni di lire.
Tra i deceduti ci fu il centrocampista Eston Mulenga, il cui figlio Jacob Mulenga è uno dei migliori giocatori dell'attuale Zambia dopo i fratelli Chris e Felix Katongo.
Danilo Tedeschi
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