mercoledì 3 febbraio 2010

Incidente o sabotaggio? Giallo in Zambia

Il 28 aprile del 1993 l'aereo che stava portando la nazionale dei "Chipolopolo", soprannome dato dai tifosi ai giocatori zambiani, precipitò nei pressi delle coste del Gabon.
La meta della squadra era Dakar, per disputare la partita contro il Senegal decisiva per la qualificazione ai mondiali di calcio degli Stati Uniti, che si sarebbero giocati l'estate dell'anno successivo.
I morti furono trenta, diciotto giocatori, sette funzionari della "Football association of Zambia", la federazione del paese, e cinque membri dello staff.
Solo tre giocatori si salvarono perchè giocando in quadre europee avrebbero dovuto prendere un altro volo, i "fortunati" furono Charles Musonda, Johnson Bwalya e Kalusha Bwalya, proprio quest'ultimo è ricordato dagli italiani del tempo quando alle olimpiadi del 1988 mise a segno una tripletta alla nostra nazionale (il risultato finale fu Italia-Zambia 0-4).
Durante questa odissea uno dei due motori dell'aereo si spense e l'aereo esplose in volo e cadde in mare.
Secondo le dichiarazioni di uno dei tre sopravvissuti, Johnson Bwalia, si tratterebbe di un sabotaggio, anche perchè l'ingegnere che il 27 aprile aveva revisionato l'aereo, fu assassinato il giorno prima di essere interrogato dalle autorità.
Dopo la tragedia tutte le nazionali si impegnarono ad aiutare lo Zambia, in particolare l'Olanda che ha stanziato 140 milioni di lire.
Tra i deceduti ci fu il centrocampista Eston Mulenga, il cui figlio Jacob Mulenga è uno dei migliori giocatori dell'attuale Zambia dopo i fratelli Chris e Felix Katongo.

Danilo Tedeschi

1 commento:

  1. Complimenti per l'impegno e per l'articolo!
    Ricorda a Giorgio o a Matteo D'Alessandro di portare lunedì la macchina fotografica per l'incontro con Don Gino.
    Paola Saquella

    RispondiElimina